NBA All Star Game 2011: le nostre scelte

Pubblicato: febbraio 4, 2011 da showmehow2play in NBA

Kobe Bryant sarà il padrone di casa dell'All Star Game 2011

Ci siamo quasi. Nel weekend del 18-19-20 febbraio, allo Staples Center di Los Angeles ci sarà il 60esimo All Star Game dell’NBA.

Il calendario delle gare sarà quello consolidato da tempo. Il venerdì ci sarà il Rookie Game, il sabato, dopo lo Shooting Star Contest e lo Skill Challenge, inizieranno i più attesi 3-Point Contest e lo Slam Dunk Contest per poi lasciare il proscenio, alla domenica, al clou del weekend, la gara delle Stelle.

Le votazioni sono state chiuse da tempo e già si sanno i quintetti titolari delle due rappresentative, che come sempre lasciano qualche dubbio agli appassionati.

Proviamo allora a vedere noi di Playit Usa chi avremmo scelto come partecipanti al weekend.

Shooting Star

Sbilanciarci su chi vorremmo vedere sarebbe un esercizio improbo per chiunque, quindi passiamo la mano e ci concentriamo sugli eventi un po’ più interessanti.

 

Skill Challenge

Lo spessore della contesa è quello che è. Francamente potrebbero mettere quattro figuranti del pubblico e l’effetto di riempire il tempo per l’attesa della gara del tiro da tre e la gara delle schiacciate sarebbe lo stesso. Già che ci siamo però prenderemmo i migliori 4 ball handler in circolazione: Steve Nash, Chris Paul, Derrick Rose, Deron Williams.

Three Point Contest

Shawne Williams. E’ il giocatore con la miglior percentuale da tre, l’invito dovrebbe essere di diritto per lui.

Dorrell Wright. Sebbene tiri con il 41%, è il detentore del maggior numero di triple a segno e potrebbe dire la sua nel contest.

Dirk Nowitzki. Come ogni anno il lungo tiratore ci vuole nel contest, quindi sarebbe giusto chiamare il migliore.

Ray Allen. Il giocatore dal tiro più efficace di tutta la NBA, finchè gioca è partecipante di diritto.

Daniel Gibson. Un po’ di vetrina anche per un giocatore dei Cavs, già abbastanza finiti nell’ombra dopo l’addio di James.

Steve Nash. Lo abbiamo escluso dalla partita della domenica, considerato che uno come lui all’All Star Game Weekend ci vuole anche solo per i video che potrebbe tirar fuori, farlo venire solo per lo Skill Challenge suonerebbe come un’offesa.

Slam Dunk Contest

LeBron James. Dopo tanti anni in cui dichiara che nel caso partecipasse vincerebbe la gara (e probabilmente sarebbe anche vero), ci piacerebbe vederlo all’opera, soprattutto con altri interpreti del ruolo del suo livello.

Blake Griffin. Forse più schiacciatore da partite che da contest, da valutare la sua creatività, ma le altezze che raggiunge lui non le raggiunge nessuno nella Lega.

Shannon Brown. L’anno scorso non ha impressionato per creatività, però Shannon ha un’elevazione fuori dal normale e potrebbe esser capace di grandi cose se preparato a dovere.

Eric Gordon. Come Brown è un altro piccolo che salta ad altezze stratosferiche. Poteva partecipare lo scorso anno ma ha perso il ballottaggio con DeRozan, meriterebbe una chance.

Rookie Game

Dopo i partecipanti agli eventi del sabato, vediamo chi dovrebbero per noi essere i protagonisti che giocano la partita tra Rookie e Sophomore, tra cui ci saranno alcuni tra i protagonisti degli All Star Game dei grandi negli anni futuri.

Rookies

F – Blake Griffin (Los Angeles Clippers – 22.8p, 12.7). Inutile anche giustificare la scelta, il futuro ROY sarà la principale attrazione del venerdì.

G – Wesley Johnson (Minnesota Timberwolves – 9.3p 2.8r). Wes sta approfittando della stagione con poche aspettative dei Wolves per prendere confidenza con la lega e al momento si rivela una scelta azzeccata.

C – DeMarcus Cousins (Sacramento Kings – 13.7p, 7.7r). Dopo un avvio stentato e qualche problema caratteriale, il rookie di Sacramento ha iniziato a far sul serio scollinando più volte sopra i 20 punti e i 10 rimbalzi.

G – John Wall (Washington Wizards – 14.7p, 9.3a). Il giocatore dei Wizards viaggia a quasi 10 assist e 2 rubate a partita. In futuro lo vedremo impegnato anche la domenica.

G – Landry Fields (New York Knicks – 10p, 7.2r). La vera sorpresa di questo draft. Tolti Wall e Griffin (scelto però l’anno prima) è quello con più impatto, con buona pace dei 38 GM che l’hanno lasciato passare.

F – Derrick Favors (New Jersey Nets – 6.6p, 5.2r). Per quanto non fosse pronto il rookie di New Jersey ha fatto vedere interessanti doti, soprattutto a rimbalzo. Tira con il 53,5%, frutto di tiri molto ravvicinati, quelli che facilmente potrà prendere al rookie game, da sempre defense-free.

F – Paul George (Indiana Pacers – 7.7p, 2.9r). Che fosse un realizzatore si sapeva, infatti Paul in 17 minuti di utilizzo produce 7.7 punti con il 48% abbondante al tiro. Pochi fanno meglio.

G – Evan Turner (Philadelphia 76ers – 7.4p, 4.5r). Ci si aspettava qualcosa di meglio dalla seconda scelta assoluta, invece Turner sta faticando parecchio tra i pro. Il 27% da tre è percentuale bassina, ma il talento c’è, è solo da far sbocciare.

C – Greg Monroe (Detroit Pistons –  6.9p, 6.3r). Greg vince il ballottaggio per l’ultimo posto contro Ed Davis, altro centro che non sfigura a Toronto. A far pendere l’ago della bilancia dalla sua parte un record di squadra leggermente migliore rispetto al canadese d’adozione.

Sophomores

G – Tyreke Evans (Sacramento Kings – 17.8p, 4.8r, 5.5a). L’anno scorso chiuse con la media di 20+5+5, primo dopo LeBron James nell’anno da rookie. Quest’anno, complice qualche problema fisico e una stagione ancora deludente dei Kings ci si aspettava grandi cose, invece è parso un po’ involuto. In ripresa, cerca di consolidare la sua leadership tra i secondo anno.

G – Brandon Jennings (Milwaukee Bucks – 17.1p, 3.7r, 5.3a). Aveva iniziato bene la stagione, poi un infortunio ne ha rallentato un po’ l’ascesa. E’ al rientro e probabilmente avrà poca autonomia, ma tra le guardie al secondo anno l’ex virtussino merita sicuramente la chiamata.

F – DeMar DeRozan (Toronto Raptors – 15.4p, 3.5r, 1.7a). Via Bosh, l’ex USC ha guadagnato un posto di rilievo tra le opzioni offensive dei Raptors, dimostrandosi in grado di produrre punti facilmente scollinando due volte sopra i 30.

F – Serge Ibaka (Oklahoma City Thunder – 9.5p, 6.9r, 2.1b). Già lo scorso anno ai Playoff Serge si è dimostrato una pedina fondamentale per i giovani Thunder. Quest’anno ha saputo confermarsi.

C – DeJuan Blair (San Antonio Spurs – 7.9p, 7r, 1.2s). L’anno scorso era, come quest’anno, l’unico lungo decente della nidiata del 2009 e dominò le plance con 23 rimbalzi. Quest’anno dovrà fare lo stesso.

G – Wesley Matthews (Portland Trail Blazers – 16.3p, 3.1r, 1.9a). Questo diamante grezzo scovato da Sloan tra gli undrafted già l’anno scorso colpì l’attenzione di molti addetti ai lavori. Quest’anno, trasferitosi ai Blazers, ha ulteriormente migliorato le sue cifre in contumacia Roy, diventando uno dei punti di riferimento della squadra, che viaggia ad ovest intorno al 50% di vittorie.

G – Darren Collison (Indiana Pacers – 13.9p, 3r, 4.9a). Sembrava l’erede designato di Chris Paul, invece è stato mandato a Indiana. Lui non si è perso d’animo, ha conquistato il quintetto e guida i Pacers verso i playoff.

G – Stephen Curry (Golden State Warriors – 19.1p, 3.6r, 5.9a). Stephen si è calato perfettamente nel ruolo di co-leader dei Warriors e insieme a Ellis sta formando un backcourt di tutto rispetto. Le cifre sono migliorate rispetto allo scorso anno e la crescita è destinata a continuare.

 

All-Star Game

Finiamo in bellezza con l’evento principale, quello che alla fine attira maggiormente l’immaginario collettivo, la partita delle stelle.

East

Starters:

C – Dwight Howard (Orlando Magic – 22.4p, 13.6r, 2.2b). Nel ruolo di centro ci sono pochi dubbi, più che altro per mancanza di alternative. DH-12 per il quinto anno consecutivo è il centro più dominante ad Est ed è giusto che parta in quintetto anche quest’anno.

 

F – LeBron James (Miami Heat – 26p, 7.2r, 7a). In un ruolo dove c’è più possibilità di scelta, non si può comunque prescindere dalla presenza di LeBron James, sia per esigenze “mediatiche” dato che un All-Star Game a Hollywood a casa di Kobe Bryant non può non vederlo protagonista, sia per ovvi motivi tecnici, dato che King James, nonostante debba dividere il suo trono dopo la scelta estiva, rimane un top player della lega.

F – Amar’e Stoudemire (New York Knicks – 26.2p, 8.8r, 2.2b). Dopo la scelta di andare via dai Suns e andare a New York Amar’e ha dimostrato di essere una star anche senza Nash a servirlo, portando i Knicks ad un record positivo dopo un decennio di oblio e di mediocrità. Ci sembra giusto quindi premiare lui per il contributo che sta dando in questa stagione e per premiare tutta la squadra che finalmente pare risollevarsi.

G – Dwyane Wade (Miami Heat – 25.7p, 6.8r, 4.2a). Il neo compagno di Lebron sta giocando una stagione un po’ in chiaroscuro, fermato dalle emicranie (per cui ha iniziato a giocare con vistosi occhiali dalle lenti scure) ha comunque fatto vedere i soliti lampi di dominio, caricandosi in alcuni momenti la squadra sulle spalle. Rimane sempre la miglior guardia dell’Est e uno dei giocatori più eletrizzanti del pianeta, quello che ci vuole per una partita di questo genere.

G – Derrick Rose (Chicago Bulls – 24.6p, 4.6r, 8.2a). Se i Bulls si stanno portando in alto nei ranking NBA, gran parte del merito va al loro play. Al terzo anno nella lega, infatti, Rose sta giocando il suo miglior basket e dimostra di adattarsi a quello che gli chiede il nuovo coach, con un rendimento da MVP. Al momento credo non sia una forzatura considerarlo tra i top 3 del ruolo insieme a Williams e Paul, non esiste quindi un motivo per non fargli fare la sua prima apparizione in quintetto nella partita delle stelle.

Bench:

C – Andrea Bargnani (Toronto Raptors – 20.9p, 5.5r, 1.7a). Il ballottaggio era tra lui e Al Horford, gli unici due centri, con Lopez leggermente staccato e Bogut risucchiato dalla stagione deludente dei Bucks, che fossero meritevoli di una nomination per la gara. E tra i due, nonostante stia attravesando una fase calante e il record decisamente perdente della sua squadra, il nostro connazionale sta dimostrando di poter essere un All Star. Per la prima volta in carriera gioca da primo violino, e sta anche rispettando le attese, andando per la prima volta in carriera sopra i 20 punti di media, facendo segnare anche il suo career high l’8 dicembre contro i Knicks a 41 punti. Horford forse è giocatore più utile considerando anche il suo apporto sotto le plance, ma Andrea ha lampi di classe maggiore.

F – Kevin Garnett (Boston Celtics – 15.1p, 9.5r, 1.7s). I Celtics sono al comando dell’Est e continuano a dare dimostrazioni di forza contro le altre contender (l’ultima contro i Lakers strapazzati facilmente). KG ha sicuramente perso un passo rispetto al passato, ma rimane un giocatore da quasi dopppia doppia di media e un impatto sulle gare che in pochi possono vantare. Il posto in panchina per lui nell’All Star Game ci sarà sempre continuando così.

F – Paul Pierce (Boston Celtics – 19.1p, 5r, 3.3a). Stesso discorso fatto per KG, vale anche per Paul Pierce, che nonostante abbia diminuito tutte le sue statistiche rispetto agli scorsi anni, mantiene un livello di gioco e un’importanza per la squadra di tutto rispetto.

F – Carlos Boozer (Chicago Bulls – 19.8p, 10.2r, 2.3a). Per l’ultimo posto tra le ali Boozer vince il duello con Chris Bosh, grazie al suo ruolo più importante nell’ottima stagione dei tori fino a questo momento. Non era facile per l’ex Jazz entrare nel suo nuovo team dopo aver saltato la preparazione e l’inizio di stagione a causa di un infortunio, ma dopo un po’ di gare di assestamento, l’ex Duke ha dimostrato di essere una stella anche ad Est. Considerando poi i record simili di Bulls e Heat ci sembrava giusto bilanciare il numero di partecipanti tra le due squadre.

G – Rajon Rondo (Boston Celtics – 10.6p, 4.5r, 12.5a). Dopo un inizio stagione letteralmente dominato, Rajon ha un po’ rallentato la sua corsa, anche a causa di qualche guaio fisico. Ciò nonostante l’ex Kentucky continua a sfornare prestazioni in doppia cifra per assist con una facilità disumanae la sua mancata inclusione tra i titolari è solo dovuta all’esplosione di Rose.

G – Ray Allen (Boston Celtics – 17.3p, 3.6r, 3a). Artefice di quella che sembra la sua miglior stagione da quando è a Boston, Ray ha ingerito l’elisir della lunga vita (agonistica) e quest’anno tira da tre con il 45% abbondante e quasi il 51% dal campo. Biglietto da visita migliore per presentarsi a Hollywood non ci poteva essere.

G – Joe Johnson (Atlanta Hawks – 20.6p, 4.2r, 5.5a). Un po’ finito in disparte, forse a causa della scelta di rimanere agli Hawks quest’estate e per il fatto di giocare in un team che pare sempre sulla strada giusta per esplodere ma che non sboccia mai, JJ sta giocando sui suoi soliti standard (alti) delle scorse stagioni e si fa, secondo noi, preferire alla concorrenza nella corsa all’ultimo posto libero nel roster dell’Est.

WEST

Starters:

C – Pau Gasol (Los Angeles Lakers – 18.4p, 10.6r, 2b). Per la verità Pau sarebbe stato messo nel ruolo di ala, per lasciare a Bynum lo spazio da C nel balloting. In realtà però Pau è il vero centro dei Lakers nei momenti che contano, quando Andrew è seduto in panchina e soprattutto a inizio stagione, quando il giovane centro era ai box per infortunio. Non solo, tra i centri il catalano è anche il migliore della lega per tecnica, efficacia e presenza difensiva nei momenti importanti. Logico quindi che per noi sia lui a meritare il posto alla palla a due.

F – Kevin Durant (Oklahoma City – 28.9p, 6.7r, 2.7a). Il giovane Kevin è ormai giunto nell’elite del gioco e non c’è più motivo per non farlo partire in quintetto nella partita delle stelle. Grazie a lui Oklahoma è al quarto posto ad ovest e le possibilità di arrivare al titolo di MVP aumentano di stagione in stagione. E’ la faccia pulita della nuova generazione, quello che in un momento in cui tutti i big cercavano soldi e gloria in altre squadre firmava l’estensione con i Thunder per farli puntare in alto. Esempio in campo e fuori.

F – Blake Griffin (Los Angeles Clippers – 22.8p, 12.7r, 3.6a). La scelta può far storcere il naso a molti, ce ne rendiamo conto, però ad Ovest non esiste un’ala che abbia avuto il suo impatto e le sue cifre, che arriveranno anche da un contesto perdente, ma che pare in ascesa soprattutto grazie a lui, capace di 27 gare consecutive in doppia doppia, di segnare un 40ello alla sua quattordicesima gara NBA. Forse altri giocatori sono nel complesso più meritevoli di andare nel quintetto, ma un giocatore come Griffin, con le sue giocate sopra il ferro saprà più di altri meritarsi il proscenio e regalare spettacolo, senza dimenticare che si gioca (anche) a casa sua.

G – Kobe Bryant (Los Angeles Lakers – 25.6p, 5r, 4.9a). Ecco il vero padrone di casa dell’evento. Kobe a Los Angeles ha le chiavi del palazzetto e vorrà sicuramente prendersi il palcoscenico davanti ai suoi tifosi. I Lakers vanno un po’ a singhiozzo quest’anno, ma Kobe non sembra preoccuparsene e continua a macinare il suo gioco. Presumibilmente vorrà essere la prima donna della serata e pronosticare il premio di MVP della partita non è una cosa così inverosimile.

G – Deron Williams (21.9p, 3.7r, 9.4a). Deron vince il nostro personalissimo ballottaggio contro il suo solito avversario di sempre nelle diatribe sul miglior play, Chris Paul. Non tanto per le cifre, che sono si a vantaggio di D-Will ma con CP3 che vince più partite, quanto per il saper alzare il suo livello di gioco nel momento in cui ha salutato lo Utah Carlos Boozer. Senza uno dei principali destinatari delle sue assistenze Williams ha infatti preso maggiori responsabilità in attacco ed è diventato più scorer, diventando ancora più efficace e decisivo per i suoi, tanto da diventare candidato MVP per la stagione regolare.

Bench:

C – Nene (Denver Nuggets – 15.1p, 7.3r, 2.1a). Dopo i problemi fisici (anche gravi) degli anni scorsi, crediamo si meriti una chiamata alla partita delle stelle anche Nene, che si è dimostrato giocatore fondamentale per la buona stagione dei Nuggets, attualmente al sesto posto a Ovest nonostante la querelle-Anthony e qualche infortunio di troppo.

F – Carmelo Anthony (Denver Nuggets – 23.8p, 7.8r, 3a). Nonostante abbia più volte manifestato il desiderio di salutare il Colorado, Melo sta giocando su livelli deceisamente buoni, senza giocare in modo svogliato o guardando solo alle statistiche. Lo dimostra anche il calo della media punti rispetto allo scorso anno, dettato da percentuali più basse, e dall’aumento del numero di rimbalzi, segno che in campo l’ex Syracuse non si estranea dalla lotta. Forse non sarà la stagione giusta per puntare al titolo NBA o all’MVP, ma il numero 15 è una Star di primo livello e la partita della domenica un appuntamento obbligato per lui.

F – Dirk Nowitzki (Dallas Mavericks – 23.1p, 6.8r, 2.5a). Il tedesco è come una Volkswagen, invecchia ma ha sempre la stessa affidabilità. Dallas rimane la solita incognita, tra la squadra potenzialmente contender e quella incompiuta che esce al primo turno, lui invece è una garanzia e una sicurezza da partita delle stelle.

F – Tim Duncan (San Antonio Spurs – 13.6p, 9.4, 2b). Gli Spurs sono attualmente la miglior squadra della lega, le cifre di Tim Duncan non sono mai state così basse da quando è entrato nella lega. Pare un controsenso ma è assolutamente così, e il caraibico è forse ancora più decisivo di quando andava a 20+10 di media, grazie alla sua difesa. Per la verità questo non è l’aspetto principale per partecipare ad un All Star Game, ma fino a che calcherà i parquet Duncan si meriterà la convocazione.

G – Chris Paul (New Orleans Hornets – 16.6p, 4r, 9.6a). CP3 è il primo degli esclusi tra le guardie per noi, anche se avrebbe ovviamente tutto per far parte dei cinque partenti. Gli Hornets nonostante un andamento piuttosto altalenante (hanno inanellato serie di vittorie e di sconfitte per cui vien difficile trovare una logica) è al quinto posto ad Ovest e il merito va ovviamente per gran parte al loro direttore d’orchestra, che non è forse alla sua miglior stagione in carriera, ma ha picchi di gran basket difficilmente raggiungibili dai comuni mortali.

G – Manu Ginobili (San Antonio Spurs – 18.8p, 4.8a, 1.8s). Se Duncan declina le responsabilità in attacco, qualcuno se ne deve assumere di più, e quel qualcuno è proprio il nativo di Bahia Blanca. Manu infatti ha incrementato notevolmente la sua produzione offensiva, senza per questo risentirne nella metacampo difensiva. Forse come gli altri Spurs si sta rendendo conto che potrebbe essere l’ultimo ballo a cui partecipare, ma se questo è il risultato l’argentino si merita di ritornare alla partita delle stelle dopo 5 anni di assenza.

G – Russell Westbrook (Oklahoma City Thunder – 22.4p, 5.1r, 8.5a). Ci vorrebbero più posti per le guardie, perchè gente come Steve Nash e Toni Parker è dura lasciarla fuori. Però in questo scorcio di stagione Westbrook ha fatto vedere miglioramenti davvero notevoli e insieme a Durant si è caricato sulle spalle i Thunder e li ha fatti veleggiare nella parte nobile della classifica. Giusto quindi secondo noi farlo debuttare alla gara delle stelle perchè si può davvero considerare una Stella in divenire.

commenti
  1. hhhivan scrive:

    Lasciatemi dire una cosa, sinceramente, vedere Duncan all’all star game e non Aldridge è scandaloso. Portland è stata DISTRUTTA dagli infortuni eppure sono ancora li a giocarsi l’ottava piazza, con Aldridge che piazza la miglior stagione in carriera. Io francamente non so cosa deve fare questo ragazzo per andare all’ASG. Duncan un grandissimo è, ma ormai non è più (giustamente) la prima opzione offensiva, visto che se la spartiscono Manu e Tony, ne il cluch player (sempre Manu) e ha le cifre più basse in carriera. Ogni tanto le convocazioni “per rispetto” mi fanno sorridere. Che poi a sto punto dentro Duncan e fuori Nash (che sta facendo una stagione che non ha senso e ha ancora meno senso vista l’età anagrafica). Un’altra cosa, Gasol centro titolare e Love a casa. Ora, Gasol era messo nelle ali e finisce titolare come centro. Se la lega lo ritiene un centro lo metti tra i centri e fine della storia. Ma non che lo metti ala e poi lo fai giocare centro titolare cazzo. Sennò metti Love centro così in quintetto ci và lui. Come abbiano fatto a lasciar fuori uno che fà 40 doppie doppie, prende più di 15 rimbalzi e faccia più di 20 punti è francamente incredibile. Contesto perdente quello che volete, ma tra lui e che ne sò Bargnani (tanto per citare uno che avreste messo tra le riserve) ci passa una vita (e non ditemi che Love prende rimbalzi perchè non tira da fuori ecc e Andrea no perchè gioca lontano dal canestro ecc ecc.. perchè se sei 2.13 non puoi prendere 5 rimbalzi e mezzo a partita, significa che non ti sbatti in difesa e non hai voglia di prender botte). Per finire spendo ancora una parola su Bosh, mi auguro sia stato convocato per non fargli venire una crisi depressiva che l’avrebbe indotto al suicidio essendo l’unico Big di Miami che non è un big. Le cifre sono li da vedere, ovvero c’è gente che fà molto meglio, Boozer giusto per citare il primo che mi viene in mente.. Ridicolo. Francamente ridicolo. L’unica nota positiva è che hanno chiamato Blake Kaboom Griffin (meritatissima) e Russell Wild Wild Westbrook (idolo).

  2. showmehow2play scrive:

    Duncan sta giocando un basket essenziale, ha abbassato le cifre (come anche scritto nell’articolo) ma è lui il vero fulcro di questi Spurs. E francamente non si può mettere un solo giocatore (Manu) della squadra che sta letteralmente disfando gli avversari e che per un po’ è stata in media per attentare al record dei Bulls di 72-10.
    Piaccia o non piaccia di queste cose si deve tener conto.

    Love avrà le sue occasioni, magari quando sarà in un contesto in cui non fa tutto lui… il confronto con Bargnani non è corretto oltretutto, perchè Andrea è centro di ruolo ed è ad Est, Love comunque faceva parte delle ali in un ovest che ha comunque un numero di centri validi maggiori che ad est. Gasol poi è centro vero, Love lo è in alcuni momenti e sarebbe stato messo lì per farlo giocare, ma il quintetto non era proprio cosa. Magari andrà come riserva considerato che c’è Yao (dovrebbero far valere meno i voti dei cinesi :-) ) la scelta credo sia tra lui e Aldridge. Io ho voluto premiare Nene perchè sta comunque giocando un buon basket ed è utilissimo ai Nuggets.

    Su Aldridge ero indeciso fino all’ultimo, poi ho scelto Duncan, Melo (io avrei messo Griffin in quintetto) e Nowitzki come ali perchè i record sono migliori tutto sommato e tenerli fuori è davvero dura. Ciò non toglie che LaMarcus, pur con qualche passaggio a vuoto, insieme a Matthews sta facendo i bambini coi baffi.

    • hhhivan scrive:

      Posso capire il discorso la squadra vince ed è giusto che ci siano rappresentanti. In questo senso 4 celtics e 2 spurs è comunque squilibrato come discorso. Ma allora perchè solo Rose dei Bulls? Mi spiego, secondo me l’All Star Game dovrebbe essere una partita in cui giocano le STAR di questo gioco. Punto. Puoi giocare in un contesto vincente o perdente (Kobe negli anni bui dei Lakers non meritava l’all star game perchè non vinceva? non era COMUNQUE un All Star? Ecco..) ma se sei uno dei top player di questa lega ci devi andare. Altrimenti chiamatelo “Team Star Game” e chiamate i giocatori del sistema di gioco migliore. Esempio: i Celtics sono un super collettivo senza una super stella (forse Rondo in divenire se mette su un tiro da fuori affidabile), perchè devi chiamarli tutti all’All Star Game? Allen ha le migliori percentuali in carriera, Pierce anche (strano è, entrambi da prima opzione offensiva non hanno mai tirato così bene. fare 1+1 e capire il perchè non è difficile), Garnett gioca bene (perchè fisicamente ora sta bene) ma nessuno dei 3 ha cifre da giustificare una chiamata. C’è gente che gioca meglio di loro, però ha compagni peggiori e non vince così tanto, ma essendo l’All Star Game una gara di individualità chiama chi quest’anno sta rendendo di più. Io la vedo così (poi ci sarebbe il discorso fare spettacolo, ma quella è un altra storia ed è ancora più un fatto soggettivo quindi non mi cimento nemmeno).

      • hhhivan scrive:

        Tra l’altro (poi giuro la smetto :) )se vuoi un indicatore di come sta giocando un singolo giocatore di questa Lega (sempre secondo me) guarda questa statistica: 2010-11 EFFICIENCY LEADERS. Guarda chi sono i primi 20 (quasi tutti in contesti con più W che L, tranne 2, che guarda caso rispondo al nome di Griffin e Love, quest’ultimo è addirittura primo davanti a Lebron che gli anni scorsi questa classifica la vinceva a mani basse) e ti fai un idea di chi sono le Star di questa Lega. I numeri spesso mentono è vero, ma ogni tanto bisogna anche guardarli..

        • showmehow2play scrive:

          Si, ma quello che contesto è che in un contesto come i Wolves, dove Love gioca con Psycho Milicic e sostanzialmente tre figuranti o giovani rampolli è più facile se sei una “All-Star in the making” fare cifre da capogiro. Griffin le sue cifre le spartisce con Gordon, a volte Davis e pure DeAndre jordan, che non sarà un fenomeno ma è un ottimo atleta rimbalzista. Love ha Beasley che è umorale come pochi, Flynn che è giovane e appena rientrato, logico che faccia un po’ quello che vuole, dato che rimane il più buono della squadra al momento. Poi ha 9 (nove!) vittorie, io concordo nel non voler penalizzare chi gioca in un contesto vincente, ma qui tendiamo al disastro..

  3. mav scrive:

    lebron nn parteciperà mai alla gara delle schiacciate semplicemente xke nn puo vincere..
    secondo me lui,molto piu di griffin,schiacciatore da partita…jemes im partita fa belle schiacciate a difesa schierata ma nn sono coreografiche…il suo massimo sono le reverse…un 360 stile kobe-carter nn gli e lo mai visto fare…considerando ke ora cn una 360 nn vai da nessuna parte cmq….

    • hhhivan scrive:

      Vincere un dunk contest è non facile, di più, guardi questo video:

      poi vai in palestra e ripeti finchè le impari. Tanto a livello di mezzi atletici (quasi) qualsiasi giocatore chiamato al dunk contest può farle. Mi fà un pò ridere chi si esalta per quello che fanno al Dunk Contest Nba, spesso e volentieri è tutta roba già vista (con qualche eccezione, tipo l’auto-assist di Howard al tabellone mentre è già per aria)..

      • GiangioTheGlide scrive:

        Belle,
        come comunque belle sono anche alcune del All Stars. Di atleti nel mondo è pieno, ma non tutti possono esprimersi o hanno la stessa fantasia.
        Io resto del parere che quella di Igoudala con assist di Iverson è, se non la più, una delle più difficili che abbia mai visto!!!
        Un po’ replicata da Fernandez, solo che Gasol non riusciva nel passaggio…

  4. mav scrive:

    bellissimo video…tutte schiacciate ke potrebbero vincere la gara delle schiacciate a mani basse…speriamo in griffin,magari ci fa vedere roba del genere

  5. hhhivan scrive:

    Infatti in mancanza di fantasia puoi sempre copiare (Shennon Brown prendi nota) :)
    Per esempio il primo “palla sotto le game” risale al lontano 1984

    (ovviamente non ha preso 50 perchè era troppo facile. Mah!)
    Di schiacciati difficili ce n’è tante. Quella di Iguodala è difficile da eseguire come cordinazione (più che latro per non sbattere la testa contro il tabellone :) ) ma non richiede granchè come elevazione (specialmente se sei 2 metri).
    Un altro fenomeno insensato è questo:

    che ha fatto praticamente TUTTO dal tiro libero i quel dunk contest (turco!!), compreso palla sotto le gambe, mulinello a 1 e 2 mani ecc..
    Mi fà ridere quando vedo quelli che fanno gli “allenatori” per gli schiacciatori del dunk contest, un pò di sano youtube e hai una gara schiacciate con cose mai viste (almeno a livello NBA).

  6. hhhivan scrive:

    Ovviamente era Shannon Brown..

    Qui James White con il mulinello EASY dal libero:

    e qui una schiacciata mancata da far paura a tutti (Griffin compreso):

  7. GiangioTheGlide scrive:

    @hhhivan
    ma infatti Io parlavo di quella di IGUODALA proprio per la coordinazione e nel dover evitare il tabellone, e poi se ci si pensa, a doversi abbassare per poi rialzarsi in aria non è così facile…
    A saltare sono buoni tutti…è la coordinazione che può mancare per gente così alta…
    Penserei anche a D.Brown, schiacciare coprendosi gli occhi…non so se già si faceva.

  8. hhhivan scrive:

    La D.Brown francamente non so. Dovrei indagare. In realtà comunque non è poi così difficile, guardi il canestro fino all’ultimo poi ti copri gli occhi. Ma tanto il canestro sai benissimo dov’è. Coreografica di sicuro, ma un “palla sotto tutte e due le gambe” è molto peggio :)

  9. calabrone66 scrive:

    per hhhivan

    Premetto che, per me, l’ASG, ha la stessa importanza di un partitella a calcetto tra gli amici, cioè zero e, che rispetto, per mia forma mentis, tutte le opinioni.Ma, leggere che i Celtics sono una squadra senza una super stella, mi lascia un pò perplesso.Secondo te, quindi, KG, PP e Ray, sono giocatori normali?mah..
    Allora, non vorrei passare da tifoso a tutti i costi.Ma mi domando, quanti Stoudmire ci vogliono per arrivare ad un KG?..secondo me Garnett, parte titolare tutta la vita.Stoud stà disputando una grande stagione, offensivamente parlando.Ma la cattiveria agonistica, l’intensità difensiva e la leadership di KG, se le può solo sognare. Per non parlare di Ray, che è giunto a -9 dal record di triple di Reggie Miller, e che invecchiando diventa come il vino.Sempre migliore.A 35 primavere suonate, tira col 45%dal campo e , in difesa è migliorato a livelli esponenziali.Professionista e fuoriclasse intoccabile.
    Non parlo di P Square., perchè lui è una vera icona dei Celtics.
    Se poi, qualcuno avesse la bontà di spiegarmi, dove stà la superiorità di Rose rispetto a Rondo, ne sarei felice…

    Ah dimenticavo..non è il campionato.E’ l’ASG, dove una schiacciata conta più di un raddoppio o di una rubata difensiva.

    • hhhivan scrive:

      Ti rispondo volentieri, secondo me sono tutti e 4 STAR (lungi da me dire che sono giocatori normali), ma l’unico dei 4 che ho visto giocare da SUPERSTAR come la intendo io è stato KG negli anni di minnesota con spree e cassell, quando con un cast finalmente DECENTE ha portato Minnesota avanti nei playoffs, in quegli anni PER ME sebbene duncan vincesse di più KG era la miglior ala della lega, e uno dei primi 3 al mondo. Ad adesso, sebbene ne abbia un grandissimo, rispetto credo che ci siano giocatori che stiano contribuendo di più o giocando a livelli più alti. Allen da prima opzione offensiva non difenderebbe così tanto ne tirerebbe così bene. Sono tutti giocatori che singolarmente rendono meno (avrebbero cifre più alte ma percentuali più basse). Rondo secondo me vale Rose. L’unico dubbio che mi riservo su Rondo è che da prima opzione offensiva non so se saprebbe rendere come Rose. Poi è chiaro, è una partita fatta per l’ego dei giocatori e per fare spettacolo. Francamente preferisco di gran lunga di più i playoffs. E visto che è una partita per lo spettacolo potrebbero chiamare chi fà più spettacolo, punto. Ma visto che non si può ci “accontentiamo” :)

      • hhhivan scrive:

        Ultima cosa, i 4 C’s di cui si discute sono tutti capaci di elevarsi a SUPERSTAR in singola partita. Ma meno di farlo con costanza partita dopo partita, almeno ad ora (sempre parere personale). I playoffs fatti senza Kg in quella memorabile serie contro Chicago (spettacolo assoluto!) ci hanno detto chiaramente come l’unico con rendimento da SUPERSTAR sia stato Rondo. Una spanna sopra Allen e Pierce. Entrambi capaci di diventare dominanti in singola partita..

  10. superlacustre scrive:

    infatti qua molte volte si perde di vista il significato delle parole: amarè è un grandissimo attaccante, molto più di kg ma in difesa è nullo.. questa è la differenza tra star e superstar.. perchè mj sarà sempre il più grande? semplice, uno dei più grandi attaccanti e nello stesso tempo uno dei più grandi difensori. lebron anche se vincerà 10 anelli non sarà mai come mj.. stesso discorso per kobe e compagnia.. quello più forte di sua maestà deve sempre nascere.

  11. superlacustre scrive:

    rose è superiore fisicamente e come realizzatore… per il resto se la danno.

  12. mav scrive:

    kobe qnd decide di difendere è ai livelli di jordan tranquillo…difende solo nei playoff e qnd serve però difensivamente è uno dei migliori di sempre…se nn sbaglio ha 8 presenze nel miglior quintetto difensivo oltre ke essere il piu giovane mai entrato a farne parte

  13. bodiroga88 scrive:

    Le mie scelte.

    Skill Challenge: Derrick Rose, Deron Williams, Chris Paul, Rajon Rondo.

    Three Point: Paul Pierce (Campione in Carica), Shawne Williams (miglior % da 3), Ray Allen, Dirk Nowitzki, Danilo Gallinari, Kyle Korver.

    Slam Dunk Contest: LeBron James, Andre Iguodala, Derrick Rose, Blake Griffin.

    Rookie Game

    Rookie:

    G Eric Bledsoe
    G Landry Fields
    F Wesley Johnson
    F Blake Griffin
    C DeMarcus Cousins
    Gary Neal
    Evan Turner
    Greg Monroe
    Al Farouq Aminu

    Sophomore:

    G Jrue Holiday
    G Tyreke Evans
    F Wesley Matthews
    F DeJuan Blair
    C Serge Ibaka
    Demar DeRozan
    Darren Collison
    Ty Lawson
    Omri Casspi

    AllStarGame

    West:

    G Deron Williams
    G Kobe Bryant
    F Kevin Durant
    F Dirk Nowitzki
    C Pau Gasol

    Chris Paul
    Steve Nash
    Manu Ginobili
    Carmelo Anthony
    Lamar Odom (Premio alla carriera)
    Tim Duncan
    LaMarcus Aldridge

    Per Griffin c’è tempo!!!

    East:

    G Derrick Rose
    G Dwyane Wade
    F LeBron James
    F Amar’e Stoudemire
    C Dwight Howard

    Rajon Rondo
    Ray Allen
    Jason Richardson
    Paul Pierce
    Andrea Bargnani
    Kevin Garnett
    Al Horford

  14. GiangioTheGlide scrive:

    Si coprirsi gli occhi poco prima di schiacciare…Anche Io ci riesco, l’ho fatto più di una volta,
    ma non ci avevo certo pensato prima di vederlo più di 20 anni fa….
    QUello volevo dire
    Saltare come cavallette non è poi così raro…La gara delle schiacciate l’ha vinta anche Kenny Walker, che come giocatore di basket era veramente ridicolo…Saltava e basta!

  15. GaG scrive:

    come ha detto qualcuno qui sopra, un 2.13 che prende 5.5 rimbalzi a partita è semplicemente ridicolo. punto. tra l’altro nelle ultime partite sta pure faticando parecchio…sappiamo benissimo che non è Nowitzki, è una cosa che abbiamo sempre saputo e probabilmente in America hanno anche già accettato da tempo perchè il ragazzo ha un buon talento offensivo (BUONO, non ottimo, na mean?), ma cos’ha dell’All-Star?? Nulla. Non può assolutamente essere considerato un top player, è un ottimo tiratore ma in quanto tale capitano giornate in cui non gliene entra neanche una, è quasi assente in difesa nonostante abbia fatto progressi rispetto agli esordi, intimidazione zero, è lento come pochi, non ha alternative credibili al tiro perimetrale se non qualche penetrazione quando riesce a fregare il lungo avversario, senso della posizione non pervenuto…devo aggiungere altro?

  16. lebronwade scrive:

    capolavoro di cialtroneria di bagatta che fingendo di andarsene scandalizzato per le convocazioni ad est si è poi seduto affermando che in testa alla lista degli ingiustamente esclusi avrebbe messo udite udite..bargnani e gallinari, ma per favore…

  17. redbull scrive:

    bodiroga
    se rondo partecipasse allo skills challenge starebbe nella postazione per il jumper per un minuto eheheh

    comunque rose secondo me è superiore a rose, ha un tiro molto migliore, e da 3 sta migliorando, tira meglio i liberi, più ball-handling, si sta mettendo pure a difendere, ed è più atletico…in più può esprimere più la sua leadership, in quanto non ci sono personalità ingombranti come pierce, kg e allen..e da quest’anno pure shaq

    rondo la passa un pò meglio e ha un pò più visione di gioco

  18. BigMac scrive:

    Tutti esperti!
    Ma smettetela di fare discorsi da bar!

  19. dontrythis@home scrive:

    @BigMac

    e tu invece che passare la serata a fare discorsi da bar su chi fa discorsi da bar esci e divertiti..

    :D

  20. JimiBeck scrive:

    Mi sento di quotare GaG riguardo a Bargnani, è un giocatore il cui nome sfigura tra gli All Star. Il fatto di essere un buon tiratore non copre le sue lacune in quanto a movimenti spalle a canestro, rimbalzi e difesa. Anche se non amo il tedescone come tipologia di giocatore, sono costretto ad ammettere che Bargnani gli è largamente inferiore.

  21. blocksteal scrive:

    DA SPURS QUALE SONO VEDO CON DISTACCO ALL STAR GAME E VI GARANTISCO CHE POP E TIM CI VANNO GIUSTO PER NON FARE TROPPO RUMORE CON UN INUSUALE DINIEGO, è LA LORO MENTALITà: SILENTE, ESSENZIALE, PROFESSIONALE MA VINCENTE.
    IL LATO COMICO E CHE TONY, L’UNICO A CUI FAREBBE PIACERE GIOCARE A LOS ANGELES, è L’UNICO A NON ANDARCI DELLA TRUPPA NEROARGENTO. PER MANU, INVECE, CI SONO DUE CHANCHE: 1) TRIPLA DOPPIA 2) PRENDE TUTTI PER IL C………………….

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