A Trazione Posteriore: i nuovi Spurs 2010-2011

Pubblicato: dicembre 21, 2010 da gobbazzo in NBA

Ginobili e Jefferson sono 2 dei principali motivi del grande inizio di stagione degli Spurs

La stagione NBA 2010 si era aperta con molti critici che vedevano gli Spurs come squadra ancora in grado di competere ad alto livello nella Western Conference, ma non in grado di impensierire fino in fondo i Los Angeles Lakers campioni NBA uscenti.

Adesso dopo una prima parte significativa di stagione la squadra texana ha il miglior record della Western Conference con 23 vinte e 3 perse e con una striscia aperta di 8 vittorie consecutive, record questo che corrisponde alla miglior partenza nella storia degli Spurs.

Rispetto alla passata stagione San Antonio ha trovato, grazie alla buona salute di tutti i suoi effettivi, continuità nel quintetto iniziale, sempre lo stesso da inizio stagione, mentre l’anno scorso in 23 gare c’erano stati 11 diversi quintetti di partenza. Continuità nelle rotazioni, familiarità tra i giocatori e l’efficienza fisica degli stessi sta contribuendo al grande avvio di stagione dei texani.


Questo andamento è l’esatto opposto della precedente stagione, dove degli Spurs usciti un po malconci dall’estate avevano dovuto faticare molto ad inizio stagione, ritrovandosi con un record non esaltante alla pausa per l’All Star Game e per agganciare un posto ai play off avevano dovuto giocare un finale di stagione a ritmo serrato, spendendo molte energie che hanno portato poi Duncan e soci a finir presto le energie nei play off.

Quest’anno a San Antonio si sono ritrovati con Ginobili e Parker sani e riposati, Blair meglio inserito nella squadra dopo l’anno da matricola, Hill più consapevole delle sue possibilità e del suo ruolo nella rotazione di Popovich, Jefferson finalmente in grado di contribuire all’interno del sistema Spurs dopo un faticoso anno di apprendistato texano e con Duncan più vecchio di un anno ma sempre saggio e presente, seppur su due ginocchia che gli consentono di giocare al suo livello un numero limitato di minuti, che però con l’ausilio di Splitter, Bonner, McDyss e Blair sono più che adeguati alle esigenze di questi Spurs.

Questo perchè l’odierna versione degli Spurs non  è più la squadra che stringeva due viti in difesa e così vinceva partite e titoli, ma è una squadra spiccatamente a trazione posteriore dove una coppia di guardie costituita da un argentino ed un franco-belga hanno preso il potere e dettano il passo di un attacco che è per punti segnati il quinto attacco della lega, con 105,8 punti segnati di media a partita, subito dietro a Suns, Kincks, Nuggets e Lakers.

Naturalmente non è che a San Antonio abbiano implementato un sistema alla Phoenix o alla New York, però adesso il ritmo dell’attacco non è più quello di Duncan, ma è diventato quello di Parker e Ginobili.

Le soluzioni in post basso o post medio per Duncan ci sono sempre ma sono esplorate con minor continuità rispetto al passato,  oggi Duncan gioca oggi 29 minuti di media a partita con 13,4 punti di media, una produzione offensiva ridotta rispetto alle sue medie di carriera, che non gli impediscono di essere ancora decisivo e di essere sempre un salvagente in attacco quando non funziona qualcosa, la palla in post per Duncan è sempre una soluzione che genera attacco per gli Spurs.

Oggi però l’attacco di San Antonio è ancor più che in passato predicato sulla transizione, sull’attacco cioè a difese non perfettamente schierate, attacco che si conclude o con soluzioni da sotto o con tiri dal perimetro di Hill, Jefferson, Ginobili e Bonner.

Questo tipo di attacco funziona sia perchè comunque San Antonio ha sempre una difesa di tutto rispetto che genera palle recuperate e quindi se non contropiede, transizione; ha in Duncan uno dei migliori di sempre nel prendere il rimbalzo e effettuare un outlet pass che apre rapidamente ed in modo efficace l’azione offensiva, accorciando quindi i tempi tra fine dell’azione difensiva ed inizio dell’azione offensiva, ovvero, di nuovo, transizione ed attacco a difese non pronte.

Altro elemento fondamentale in questa mutazione che ha coinvolto San Antonio è la presenza del duo Franco-Argentino; Parker è certamente uno dei giocatori NBA più rapidi da linea di tiro libero a linea di tiro libero, ed il fatto che si lui ad avere in mano il pallone genere inconsapevolmente transizione, data l’incredibile velocità con cui può attaccare il francese.

Inoltre non dovendo più aspettare che Duncan occupi l’ufficio in post per cominciare i gichi offensivi Parker è più libero di creare e di usare la sua velocità per creare per i compagni e sopratutto per se, in effetti Parker è uno dei giocatori più forti nel sengare punti in area pitturata, pound per pound, forse il più forte dell’intera NBA, se decide di andare a canestro va a canestro e trova sempre e comunque il modo di finire l’azione a dispetto della sua taglia fisica.

Poi c’è il capitolo Manu Ginobili, dopo un estate passata a riposare, lontano dalla nazionale Argentina, senza guai fisici, l’argentino è il leader degli Spurs per punti a partita, 20,2 punti di media e quasi 5 assist a partita, una delle sue miglior stagioni, statisticamente parlando per Ginobili.

Quando Manu è in campo San Antonio ha un playmaker aggiunto, molto efficace e creativo in grado di innescare i compagni e allo stesso tempo di creare per se con soluzioni alternative o poco ortodosse per i canoni NBA.

Ginobili sa essere pericoloso sia dal perimetro sia in avvicinamento a canestro sia come finalizzatore sia come passatore. Questa poca ortodossia o creatività di Ginobili da ulteriore pericolosità all’attacco dei texani.

Inoltre la minor dipendenza da Duncan che San Antonio deve forzatamente avere quest’anno ha di conseguenza dato maggior peso al ruolo di Parker e Ginobili in squadra e quindi maggior libertà di azione ai due, che possono quindi improvvisare e agire di propria iniziativa senza temere di essere ripresi da coach Popovich, “obbligato” dagli eventi a dare ai due le chiavi della squadra.

La stagione NBA è molto lunga, siamo ora a poco più di un terzo delle gare di regular season da giocare, però per glli Spurs questo grande inizio di stagione è fondamentale, perchè gli permetterà di avere del margine per affrontare con tranquillità il resto della stagione regolare senza doversi troppo affannare e senza dover temere di non raggiungere i play off , quindi San Antonio potrà dosare le forze dei suoi giocatori, sperimentare qualche soluzione alternativa, dare spazio a Splitter, a Hill ed a altri giocatori in una rotazione lievemente ampliata.

La squadra texana potrà afforntare più serenamente la serie di trasferte che li vedranno coinvolti a Febbraio quando il rodeo sbarcherà al AT&T Center e costringerà gli Spurs a 12 trasferte praticamente consecutive.

Vedremo se la stagione di San Antonio proseguirà su questi binari, tutti gli indicatori danno quest’impressione, ad esempio nelle ultime due partite Ginobili ha segnato il canestro decisivo contro i Bucks e nella partita dopo ha vanificato l’ultimo tentativo per vincere la partita di Carmelo Anthony andando a subire uno sfondamento.

Nelle stesse due partite Duncan è stato il miglior marcatore e rimbalzista contro i Nuggets, 28 e 16 per lui, mentre è stato protagonista nella metà campo difensiva contro i Bucks mettendo a segno 7 stoppate, senza nemmeno staccare i piedi da terra, a dire dello stesso Duncan.

I Lakers e tutta l’NBA sono avvisati, gli Spurs sembrano tornati quelli vincenti del recente passato e questo è un anno le finali si giocano in un anno dispari… 2007… 2005… 2003…

commenti
  1. Frinf scrive:

    finchè c’è ginobili a questo livello, c’è speranza :D

    • nbaitalia.net scrive:

      A parte ginobili, che quest’anno comanda, le fortune degli spurs (o è una sfortuna) nei playoff dipenderà dal rendimento degli “altri”, in particolare di Jefferson, giocatore altalenante se ce nè uno e dall’apporto dalla panchina di Hill.

  2. alert70 scrive:

    Su i tre big non ho dubbi se arriveranno sani ai PO. E’ il supporting cast che deve salire di livello o perlomeno essere competitivo. Hill lo ha dimostrato lo scorso anno Jefferson non sarà un drago ma l’esperienza nei PO ce l’ha e non credo che possa giocare peggio di come abbia fatto. Blair migliora McDyess è una certezza quindi sulla carta sembrano ben attrezzati. Non vanno sottovalutati perchè al momento è l’unica squadra ad ovest che ha una frontline decente per fronteggiare la corazzata Lakers visto che i Rockets si sono autoeliminati con l’ennesimo infortunio di Yao.

  3. blocksteal scrive:

    Se vincessero in un colpo solo chiuderebbero l’era laker (cap troppo alto per non arrivare nelle finals), fottere gli heat, togliere ultima speranza a mavs e celtics. quando sono così “simpatici ” gli spurs fanno godere per ogni vittoria. si, il gioco è in mano a Manu e tonì ma questo “golpe” ai danni di Duncan e Popovich è orchestrato proprio da loro che, consapevoli della loro forza, usano la dinamicità e l’improvvisazione del duo franco – argentino per far correre 9 giocatori su 10 in campo. cosi timmy controlla ginocchia e piedi macinando meno km, ma quando la squadra non gira le responsabilità tornano al serio e silenzioso 21 che, generosamente si carica la squadra adosso quando è + scomodo. prove? contate le partite in cui il ritmo gara è quello di tim e vedrete che va sempre sinistramente vicino alla tripla doppia. se ci aggiungete l’istinto killer di manu negli ultimi secondi la truppa sembra pronta al remake di un grande film epico in cui non il + forte, dotato e ricco vince ma chi + ci crede e lotta. rischi: 1) infortuni; 2) splitter e neal che sono la speranza e il dubbio del roster spurs. riuscirà pop a farli diventare un tutt’uno con il resto della squadra come sembra aver fatto con hill e blair? comunque con jefferson, duncan, ginobili, macdiess, bonner quando inizieranno a pensare al dopo? quando lo faranno avranno un cap liberissimo forse troppo?

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