Oklahoma City Thunder: Preview

Pubblicato: ottobre 25, 2010 da Stefano Buttera in NBA

Kevin Durant, il simbolo dei giovani Thunder

Beata gioventù, ma non troppo.

Se c’è una squadra attesa ad un ulteriore salto di qualità questa stagione, dopo il miglioramento della scorsa, quel team sono proprio gli Oklahoma City Thunder.

Conference: Western Conference
Division: Northwest

Arrivi: Royal Ivey (Bucks), Daequan Cook (Heat), Mo Peterson (Hornets).
Partenze: Mustafa Shakur (Hornets), Ethan Thomas (Hawks).
Scelte al draft: Cole Aldrich (Kansas), Tibor Pleiss (Germany), Ryan Reid (Florida state), Latavious Williams

Probabile quintetto base
Playmaker: Russel Westbrook
Shooting Guard: Thabo Sefolosha
Small Forward: Kevin Durant
Power Forward: Jeff Green
Center: Nenad Krstic

ROSTER
Guardie: Daequan Cook, James Harden, Royal Ivey, Moris Peterson, Thabo Sefolosha, Russel Westbrook.
Ali: Kevin Durant, Jeff Green, Serge Ibaka, DJ White, Latavious Williams.
Centri: Cole Aldrich, Nick Collison, Nenad Krstic, Byron Mullens.

HEAD COACH: Scott Brooks

Squadra che vince non si cambia: i Thunder sembrano rispettare questo vecchio adagio, riconfermando la squadra che negli scorsi play off ha fatto faticare non poco i Lakers poi laureatisi campioni.

Nel bene e nel male il destino dei Thunder è nelle mani di Kevin Durant, capace di diventare il più giovane capocannoniere della NBA a 21 anni e dopo solo 3 stagioni nella lega. Durant è il prototipo di giocatore moderno; un condensato di tecnica, forza ed agilità con enormi margini di miglioramento negli anni.

Quando Durant comincerà a coinvolgere maggiormente i compagni, il rischio è che si assista ad un egemonia, almeno ad ovest. Di sicuro il futuro è nelle mani dei Thunder, che almeno in prospettiva paiono essere uno dei team destinati ad avere maggiore successo nel decennio appena iniziato.

Se non bastasse Durant ha dimostrato durante gli scorsi mondiali di essere un leader; di poter giocare per la squadra senza eccellere nelle forzature, ma allo stesso tempo mettendo in carniere un bottino personale impressionante.

Ciò che sorprende è la maturità con cui ha giocato a nemmeno 22 anni compiuti. Più che al tiro sorprende la rapidità con la quale ha saputo divenire un leader ed il rispetto che si è guadagnato nella lega, diventandone capocannoniere alla terza stagione!

Con tutto il rispetto, un conto è essere la stella dei neonati Thunder, un altro è portarli ai play off, far sudare i futuri campioni e diventare il leader di team USA. Poco importa se mancavano nomi altisonanti; l’ex Texas ha inanellato record su record stregando coach K.

Il fato ci ha messo del suo, perchè se Portland avesse scelto il 35 con la prima scelta del 2007 adesso Oklahoma non sarebbe in queste condizioni, e si parlerebbe di titolo in Oregon. Invece è andata come ben sappiamo, Oden tartassato dalla sfortuna, front office dei Blazers a mangiarsi le dita e Durant in perenne scesa.

A tutto ciò si deve sottolineare l’egregio lavoro del front office dei Thunder, che a Durant ha saputo affiancare degli ottimi giocatori giovani e futuribili.

In primis quel Russel Westbrook autore di una maiuscola stagione da sophomore. Westbrook è un atleta incredibile nel suo ruolo; sempre presente in campo nella passata stagione, dove ha migliorato il suo rendimento sia in termini di punti che soprattutto di assist.

Il play è al pari di Durant un rebus per i pari ruolo avversari, vuoi per la tecnica vuoi per il fisico che gli consente di dominare gran parte dei play avversari su ambo i lati del campo vista la sua più che discreta capacità di difendere; ne sa qualcosa Derek Fisher che ha subito non poco Westbrook al primo turno degli scorsi play off.

Unico neo è la scarsa produttività dall’arco, fondamentale sul quale occorre lavorare. Nel caso in cui l’ex UCLA dovesse sviluppare un tiro da tre più che decente allora si potrebbe parlare di una delle coppie potenzialmente più letali della lega.

Il reparto guardie è stato rafforzato con gli innesti di Cook e Ivey, i quali dovranno dare ossigeno a Sefolosha ed Harden.

Cook è il tiratore che mancava, mentre Ivey sarà il back up di Westbrook. Il titolare dovrebbe essere lo svizzero, al quale come lo scorso anno non si chiederanno punti, bensì abnegazione difensiva e qualche tripla nei momenti che contano (chissà perchè ma più passano gli anni e più mi ricorda Doug Christie).

Harden è l’ideale complemento nel ruolo di sesto uomo, pronto ad entrare per dare energia e punti dalla panchina. Cook offre un alternativa dall’arco; ruolo che potrebbe essere utile nei momenti in cui KD sarà raddoppiato e ci sarà bisogno di un alternativa pronta a punire il raddoppio di marcatura sulla stella di Oklahoma. Un innesto in sordina, ma proprio quello che è mancato nei momenti caldi degli scorsi paly off; oltre naturalmente ad una presenza in area.

Titolare in ala oltre a Durant sarà Jeff Green, giocatore sul quale i Thunder non sembrano convinti appieno. Green è stato l’anello debole degli scorsi play off, surclassato su ambo i lati del campo da Pau Gasol. Motivo che ha indotto i Thunder a cercare di scambiarlo in una trade durante l’off season.

Circolavano le voci di un interessamento dei Thunder per David Lee, ma poi non se ne è fatto nulla. Green è un buon giocatore, dotato di buona tecnica e tiro, ma fisicamente subisce le top power forward della lega e probabilmente rappresenta l’anello debole del team, che necessiterebbe di maggior presenza nel pitturato. Motivi per cui ci si può aspettare di sentire il suo nome inclusos in possibili trade.

Discorso simile vale per il ruolo di centro, dove l’arrivo in corsa di Krstic lo scorso anno ha dato nuova linfa, ma non è bastato per far fare il salto di qualità ad Oklahoma City. Il serbo quest’anno avrà dalla sua la possibilità di lavorare coi compagni fin dal training camp, migliorando il già discreto feeling mostrato la scorsa stagione.

Serge Ibaka è stata una delle belle sorprese della scorsa stagione e durante l’estate ha lavorato per mettere su quei kg di muscoli che gli serviranno per fare a sportellate coi centri avversari. Consiglio un occhiata al link soprattutto per le tifose dei Thunder

La carenza di big men è stata sopperita in parte con le chiamate al draft.
I Thunder hanno infatti scelto ben quattro volte, e per quattro volte hanno selezionato dei lunghi. In primis hanno ricevuto l’undicesima scelta Cole Aldrich e Mo Peterson da New Orleans in cambio dei diritti al draft su Craig Brackins e Quincy Pondexter.

L’ex Kansas era sicuramente il miglior lungo disponibile e probabilmente il più pronto. Aldrich è reduce da tre anni universitari in crescendo, e può portare in dote rimbalzi, stoppate e tutta una serie di giocate che non compaiono sulle statistiche ma possono fare la differenza.

Aldrich potrebbe rosicchiare minuti nelle rotazioni a Krstic, ed all’occorrenza potrebbe essere schierato da quattro qualora coach Brooks voglia andare in campo con il quintetto alto.

Il tedesco Tibor Pleiss è tutto da scoprire, con tutto il rispetto per la Bundesliga dove è stato il secondo miglior stoppatore. Il lungo teutonico è un prospetto su cui lavorare, dotato di mani morbide e prono a catturare rimbalzi e stoppare.

Ciò che contraddistingue la franchigia è quindi la continuità.

Le ulteriori prospettive di crescita dei giovani Thunder hanno convinto il front office a confermare il gruppo dello scorso anno. A mio modo di vedere i meccanismi sono ben oliati, si è ben lavorato cercando di rinforzare il team nel pitturato, ed aspetto non trascurabile, i giovani iniziano ad avere quel pizzico di esperienza necessario per puntare in alto nella lega.

Volendo essere perfezionisti ci sarebbe da lavorare sull’aspetto offensivo. Ebbene si il tanto decantato attacco dei Thunder ha secondo me il punto debole nell’elevato numero di palle perse. Oklahoma è una delle peggiori squadre sia in termini di palle perse e di rimbalzi concessi agli avversari.

Il prossimo step up quindi non dipenderà solo dai nuovi arrivati nel reparto lunghi ma anche dalla capacità di limitare il numero di palle perse. La coppia delle meraviglie Durant Westbrook è tanto devastante in termini di efficienza e produttività quanto deleteria in termini di turnovers.

Naturalmente i benefici superano le pecche ma lavorando su questi dettagli, cercando di ridurre gli errori, Oklahoma potrebbe veramente fare passi da gigante nelle gerarchie dell’ovest.

Scott Brooks è stato incoronato allenatore dell’anno nella passata stagione, grazie soprattutto al netto miglioramento del numero di vittorie, tuttavia deve ancora dimostrare di saper condurre questi Thunder verso traguardi sempre più ambiziosi.

Da parte sua Brooks è bravo a lavorare coi giovani, ha una solida base di buoni giocatori, una superstella in continua ascesa, ma attualmente non ha ancora il carisma di altri suoi colleghi.

In molti, compresi gli addetti ai lavori, puntano sui Thunder.
Gli analisti di ESPN danno Oklahoma City come seconda forza ad ovest, ed allo stesso tempo prevedono che Durant sarà la stella più splendente della seconda decade del ventunesimo secolo.

Dichiarazioni che la dicono lunga sulle aspettative che si stanno creando su questa squadra. In un ovest, esclusi i Lakers, non più dominante come in passato, i Thunder rappresentano un inversione di tendenza.

Una franchigia giovane, una arena sempre piena e KD sono delle ottime credenziali:

http://sports.espn.go.com/nba/news/story?page=SummerForecast10-TeamOfDecade

http://sports.espn.go.com/nba/news/story?page=SummerForecast10-WestStandings

I Thunder sono dei contenders?
Secondo me sono ancora lontani dai Lakers, ma a differenza di questi ultimi hanno ancora molto da imparare, e qualche altra batosta da prendere per crescere ulteriormente. Tuttavia se la dirigenza seguirà la strada della continuità il futuro può solo sorridere a questi Thunder.

Una preview mielosa, può darsi; tuttavia l’entusiasmo che si respira tra i tifosi e lo spogliatoio è coinvolgente, in una città affamata di basket non resta che sognare.

Venghino tifosi venghino!!

commenti
  1. TEX scrive:

    Mielosa non direi, é la realtà. Devono riuscire a scambiare Green per una vera ala grande e magari firmare un centro anche di esperienza (Camby alla scadenza?), perché riuscire a battere i lunghi di LA non é cosa facile…

  2. alert70 scrive:

    Chi può fermare i Lakers dalla corsa verso le Finals? Molti guardano ai Thunder. Bello da un lato pessimo dall’altro perchè si affidano le speranze di detronizzare i losangelini ad un manipolo di giocatori di talento capeggiato da una superstar. Squadra senza tonnellaggio adeguato per contrastare la front line Lakers che ne fa un’arma quasi imbattibile. Per questo le acquisizioni dal draft di Aldrich e del tedescone hanno come scopo di rafforzare un pacchetto non proprio eccezionale che vede Ibaka, Krstic e Green. Sono certo che l’ambiente positivo, la voglia di stupire porteranno i Thunder a 55/60 W ma non so se avranno modo di andare oltre le finali di conference. Certo che se poi Aldrich diventa un fatore, Ibaka e Green crescono di rendimento allora se ne può parlare. D’accordo sulle palle perse del duo Durant/Westbrook ma state certi che miglioreranno. Sono comunque vada la squadra del futuro. Se la dirigenza metterà a segna un paio di colpi allora l’anello sarebbe possibile.

  3. Fazz scrive:

    Ste, ti sei dimenticato di Collison (…e fa niente) e soprattutto Maynor, il cambio di RW sarà lui :D

    • Stefano Buttera scrive:

      Giusto Fazz, Maynor potrà far bene, Collison a parte l’infortunio non è che un discreto gregario capace di andare a rimbalzo.

  4. gallo=bird scrive:

    squadra dal futuro più che interessante.
    certamente i colpi heat hanno un pò spiazzato quella che prima dello scorso mercato veniva definita come la squadra del futuro.
    se gli heat hanno due esterni come wade e lebron,questi hanno westbrook-durant,coppia che fra qualche anno potrà avvicinare sensibilmente l’impatto della nuova coppia degli heat…

    quest’anno punteranno a migliorare un ottima ultima stagione.
    possono arrivare in finale di conference,ma penso che quest’anno faranno più fatica a impensierire i lakers in una serie,anche perchè mi auguro che stavolta kobe arrivi in forma e sano per i prossimi playoff…

    comunque durant mvp sicuro a mio avviso della prossima regular season.
    da vedere aldrich,molto della loro crescita dipenderà anche dai suoi miglioramenti…

  5. 8gld scrive:

    “Durant è il prototipo di giocatore moderno; un condensato di tecnica, forza ed agilità con enormi margini di miglioramento negli anni”.
    Non come Durant ma anche Russel Westbrook nel suo ruolo ha queste caratteristiche.

    Sulla carta ancora sotto ai Lakers e non solo. Anche se con quei due…
    Da valutare sotto i tabelloni dove credo ci sia ancora da lavorare.

    • Miachael Philips scrive:

      Io vedo i thunders molto sopravalutati, sono il futuro, ma per ora non semrano attrezzati per giocarsela se con i lakers, ma nemmeno con i blazers sani, anzi i blazers sani metterebbero grossi problemi anche ai lakers.
      Durant è un fenomeno, ma nei passati playoffs il leader dei thunders era westbrook(situazione analoga a quella dei nuggets dove billups è il vero leader e melo lo scorer).
      Sotto canestro non hanno quasi nulla di buono, io come seconda forza a ovest vedo i jazz che finalmente dopo anni sono riusciti a procurarsi un centro di livello come jefferson.
      per l’mvp vedo durant, ma anche kobe senza dimenticare james o wade.

  6. DooDooMcadoo scrive:

    Westbrook (Maynor)
    Sefolosha (Harden)
    Durant (e basta)
    Green (Ibaka)
    Krstic (Aldrich)

    Il tempo lavora per loro. Westbrook e Durant non hanno piu’bisogno di presentazioni, questánno nel back court potrebbe aggiungersi il “figlio di Baron Davis” Harden, che lánno scorso non ha reso pienamente quanto aspettato.
    Cook ottimo cecchino sugli scarichi. Sefolosha mastino (quanto avrebbe fatto comodo ancora a Chicago, una delle 25,000 guardie cedute dai Bulls negli ultimo 2 anni per NON prendersi Wade).

    Durant facile capocannoniere anche quest anno (va sopra i 33).
    Jeff Green grande atleta forse un po’troppo leggerino per spostare veramente da 4, ma c’e’Sergione Ibaka di rincalzo..
    Sotto Krstic.. va beh a questi livelli.. pero’hanno preso al draft l’uomo fatto per loro, Cole Aldrich.

    Devono solo maturare ed amalgamare, e fra due anni vanno in finale (stessa cosa si diceva due anni fa di Portland poi la Peste Nera li ha colti, speriamo non succeda anche in Oklahoma).

    Pronostico

    56 W second turno playoff

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